Realizzazione grafica by Luciano Curtarello© - Tutti i diritti riservati - ©Nino Galizzi - Rev. Giugno 2022|Mod. 001
NINO GALIZZI
1891 - 1975
SCULTORE
eng Autoritratto | Gesso h cm 30 | Accademia Carrara di Bergamo ita
Autoritratto | 1945 Gesso, h cm 30 Accademia Carrara di Bergamo
Biografia
Tre sorelle Berzi Giuseppina Berzi Gesso, h cm 60
Nino Galizzi nasce a Bergamo il 12 marzo 1891. Compie i primi studi alla scuola d'Arte applicata Andrea Fantoni e all'Accademia Carrara di Bergamo. Presta servizio militare per quasi sei anni durante il periodo della Grande Guerra (1915-1918). Combatte su tutti i fronti, in Macedonia, Serbia e Grecia, guadagnandosi promozioni e decorazioni al valore. Dopo la parentesi militare riprende gli studi e il lavoro tra Roma, Firenze e Parigi. Nel 1921 sposa Teresa Giandomenici, insegnante di Pittura, dalla quale ha 3 figli, Paolo, Silvia e Bianca. Abita e lavora alternativamente a Milano, Roma e Bergamo. Partecipa a innumerevoli ed importanti esposizioni nazionali come la Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma, la Permanente di Milano. Tiene varie mostre personali sia in Italia che all'Estero. Per qualche tempo insegna plastica presso l'Accademia Carrara di Bergamo. Partecipa all'organizzazione di concorsi e premi facendo parte di diverse Giurie. Diverse poi le collaborazioni con giornali e riviste. Nino Galizzi muore a Bergamo il 20 settembre 1975. Molte sue opere si trovano in importanti collezioni private e in edifici pubblici di Bergamo, Milano e Roma.
Bibliografia
• G. Nicodemi, Lo scultore Nino Galizzi , Clusone 1933, Arti Grafiche Giudici • G. Visentini, Nino Galizzi sculture , Bergamo 1933, Edizioni Cronache • Nicodemi - Visentini - Galmozzi - Borgese, Quattro studi sulla scultura di Nino Galizzi, Milano 1945, Officine grafiche Esperia • B. Belotti, Storia di Bergamo e dei bergamaschi , Bergamo 1959, Poligrafiche Bolis • M.N. Varga, Nino Galizzi - Frammenti , Milano 1960, Esperia • G. Visentini - R. Birolli - A. Pica, 7 sculture di Nino Galizzi a Palazzo Strozzi di Firenze, Bergamo 1967, Industrie Grafiche Cattaneo • C.L. Ragghianti, Nino Galizzi - sculture, Cinisello Balsamo 1972, Amilcare Pizzi Editore • G. Anzani, Nino Galizzi scultore: tra secessione e classicismo. Catalogo mostra postuma, Torre Boldone 1988, Edizioni Grafital • M. Cattaneo, Immaginario plastico - anni 1900/1945 , Libri Aparte editore • B. Mazzoleni, Nino Galizzi, itinerario delle opere nella città di Bergamo Grafica e Arte - Bergamo
essenziale
Estratti
"... Nella vicenda della scultura italiana del nostro secolo, indubbiamente questo artista inadeguatamente conosciuto e valutato ha un suo posto sicuro e incontestabile, per originalità ed ampiezza espressiva..." CARLO L. RAGGHIANTI Critica d'Arte, Vallecchi Editori - N.112, Firenze 1968
"... Una figura di non sottovalutabile interesse, per originalità e ricchezza espressiva, singolarmente autonome anche dove le sollecitazioni culturali appaiono più impellenti e manifeste..." GIOVANNI ANZANI Catalogo Mostra Postuma, Bergamo 1988
Ritratto di Mariuccia Stucchi Bronzo, h cm 60
Nudo | Gesso h cm 44
Nudo Gesso, h cm 45
"... Animoso statuario quando gli sia richiesto, Nino Galizzi, nel chiuso del suo studio, sembra rifuggire dall'impegno totale e costantemente eleggere l'eleganza raffinata del frammento. Il mondo privato di questo scultore e dunque il suo mondo più autentico, è una galleria di frammenti... di piccole statue acefale o mutile..." AGNOLDOMENICO PICA Nino Galizzi alla mostra Arte moderna in Italia 1915-35, Palazzo Strozzi, Firenze 1967
"... Egli parla poco ma, in compenso, trasferisce nella scultura il suo particolare ritmo dialettico, composto di delicati accenti plastici, soffusi di reversibili trame mistiche e sensuali che danno alle opere il prezioso nutrimento di un'esperienza condotta per fini esclusivamente personali di ricerca..." MIKLOS N. VARGA Nino Galizzi "Frammenti", Milano 1960, Esperia
"... Il dissidio che fa vive e attraenti tali opere sta dunque, sintetizzando, fra l'elemento illustrativo e quello decorativo. Fra maschera e personaggio. Fra simbolo e realtà. Fra atti delle membra ed espressione dei volti. Fra rigidezza e mollezza, fra unghiata e carezza. Fra lascivia e castità. Fra l'elemento decadente e il primitivo... C'è il gusto del frammentario... della linea, dell'arabesco, del ritmo, ma in pari tempo c'è il gusto illustrativo, quasi letterario, di quel tale e ritrattabile tipo umano, di quella tal bambina, di quel tale seno di donna o di quella schiena d'uomo..." LEONARDO BORGESE Quattro studi sulla scultura di Nino Galizzi, 1945
Tre sorelle Berzi | Giuseppina Berzi | Gesso h cm 60
Scrivono di Lui
Nino Galizzi è un artista di notevole interesse nell’ambito della scultura italiana del ‘900, che merita di essere riscoperto e valorizzato con una pubblicazione come questa e, idealmente, con una retrospettiva in cui approfondire il suo percorso creativo, che spazia dagli anni Dieci alla scomparsa avvenuta nel 1975. Lungo questo ampio arco temporale, Galizzi ha sviluppato uno stile che coniuga diverse fonti d’ispirazione - da Wildt e dalla Secessione agli esordi, agli influssi di Novecento, al richiamo costante della statuaria classica - riuscendo a trovare una sintesi tutta personale, un linguaggio autonomo in equilibrio tra senso plastico e lirismo. Mentre certe opere di committenza pubblica sono caratterizzate da un ritorno all’ordine e da una solidità di ascendenza novecentista, nella vasta produzione di sculture dedicate alla figura umana e, in particolare, nei nudi femminili, emerge la cifra stilistica più intima e più personale di Galizzi, che si traduce in corpi sinuosi evocativi della scultura classica, a volte in forma di frammenti, liricamente indefiniti e sospesi nel tempo. Durante la sua carriera, Galizzi ha esposto in numerose occasioni alla Permanente, a partire dagli inizi del suo percorso artistico, prima di ottenere un certo riconoscimento a livello pubblico e di partecipare alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, sino alla fase matura negli anni Sessanta. Galizzi è stato socio della Permanente per diversi anni, quando l’ente rappresentava un punto di riferimento imprescindibile per l’arte contemporanea a Milano: le numerose esposizioni sociali e le altre rassegne a cui ha partecipato presso il nostro museo hanno contribuito in maniera rilevante allo sviluppo della sua carriera. Questo brevissimo testo vuole testimoniare proprio il legame storico tra lo scultore e la Permanente, con l’auspicio che questo volume possa rappresentare un primo passo per la riscoperta di un artista che valesenza dubbio la pena diconoscere più a fondo, valorizzandone in maniera adeguata il contributo alla scultura italiana del XX secolo. LUCA CAVALLINI Conservatore Museo della Permanente
”….Alle iniziali suggestioni secessioniste, derivategli anche dalla lezione di Wildt, proprio in quella insistita ricerca sulla linea…….e che trova la sua massima espressione nel gruppo de Il battesimo di Cristo del 1920-21, in parte perduto, Galizzi mette in scena un suo personalissimo classicismo che si nutre di riferimenti colti, lontano, a mio avviso, dalla lezione rodiniana, se non per alcune contaminazioni icono- grafiche giovanili… ...Nel ritratto di Maria Cortesi del 1921/24 il volto femminile dallo sguardo assente, è rinchiuso in un busto-cratere, trasponendo i connotati quotidiano- borghesi in una dimensione di atemporalità, insomma vi è una commistione tra antico e dettagli estrema- mente contemporanei, come il cappello e quella sorta di stola che segna l’andamento delle spalle, mentre il corpetto diviene volutamente pretesto per richiamare, con l’insistenza ripetuta delle esili pieghe, le vesti della statuaria greca antica. Galizzi, dunque, è più interes- sato a restituire l’idea del soggetto che un suo puntuale ritratto, concependolo come una sorta di architettura nella sua posa esclusivamente frontale e dall’interpre- tazione decisamente ermetica. Questa dimensione simbolica si accentua ancor più nel gruppo «Sonno e sogno» del 1936, esposto alla XX biennale veneziana. Il tema del sogno è un tema caro alla Metafisica proprio per la sua condizione di sospensione dell’esistenza. La figura femminile, colta nell’atto di un sereno riposo, è controbilanciata, sia strutturalmente che iconologicamente, dall’irreale figura del sogno, tradotto nel personaggio di Marsia, questo satiro che impugna il flauto con cui ha osato sfidare il dio Apollo. Nel distacco terreno del sonno, realtà e mito si incontrano.“ MARCELLA CATTANEO da: Immaginario Plastico - storia della scultura a Bergamo - Vol. 1° . 1900 – 1945 - Libri Aparte editore
”Galizzi, operando in solitudine, a tu per tu con la materia e con le proprie intuizioni, trovò la sua originale” classicità” in una dimensione di bellezza presente e quotidiana , che, più che il sapore lontano e atemporale del mito , ha tutta la dolcezza lirica ed esistenziale di un ideale familiare ed accessibile.” …Cominciano ad affollare lo studio di Galizzi una serie di torsi e nudini femminili nei quali lo scultore sperimenta una personale “poetica del framment “: La poesia arcaica e misteriosa di questi corpi mutili li trascinerebbe al largo della vita presente se non fosse che il guizzo vitale di un gesto, di una leggera torsione, del sollevarsi di una spalla o del flettersi di un ginocchio, li rivela all’improvviso frammenti vivi, ...Da Wildt a Rodin, da Mestrovic a Libero Andreotti, dalla Secessione viennese a “Novecento“, dal classicismo al “ritorno all’ordine“: senza assoggettarsi passivamente a nessuna tendenza, la creatività di Galizzi seppe fare proprie le sollecitazioni più diverse a seconda delle esigenze di ogni singola opera, per fonderle in quella che era la sua originale visione, eroica e poetica, ma soprattutto trepidamente umana, della vita. BARBARA MAZZOLENI da: Nino Galizzi Itinerario delle opere nella città di Bergamo Edizioni Grafica e Arte - Bergamo
…“il primo e inconsapevole incontro con Nino Galizzi è presto detto: un giorno di ormai 11 anni fa mi trovavo nel cimitero di Bergamo per ammirare i gruppi scultorei messi in memoria dei defunti e ad ornamento dei sepolcri. E’ ben nota del resto la passione di nobiltà e borghesia per la costruzione di simulacri familiari che, a partire dall’800, trasformò i cimiteri in veri e propri musei a cielo aperto e questi “musei alternativi” non potevano non stimolare la curiosità e l’interesse di uno studente d’arte qual’ero all’epoca. Fu durante questa visita che notai, poco dopo l’ingresso, un gruppo scultoreo che mi colpì per la compostezza gestuale e plastica con cui veniva rappresentata la Pietà e che conferiva dignità al sentimento di dolore che il bronzo stesso voleva trasmettere. Da quest’opera, non firmata, risalii al nome dell’autore, scoprendo, con un certo stupore, una pagina web a lui dedicata e curata dagli stessi eredi Galizzi. Il mio forte interesse nel voler ricostruire la produzione artistica di questo scultore bergamasco mi portò a contattare gli eredi e a produrre il mio modesto e a tratti immaturo lavoro di tesi. In questo breve scritto non sono le qualità artistiche di Galizzi e la sua evoluzione stilistica che mi interessa prendere in esame e il cui giudizio critico lascio a chi lo studioso d’arte lo fa di mestiere, bensì mi interessa fare un breve accenno alle peculiarità e all’excursus della sua produzione artistica, al fine di poter spiegare al meglio le motivazioni che hanno acceso il mio personale interesse di ricerca e che credo siano anche il valore delle opere di Galizzi. La produzione dell’artista si può suddividere in due filoni: una pubblica, che fa riferimento alle grandi opere di committenza; una più intima e privata, in parte esposta nelle varie rassegne artistiche. ... Relativamente al secondo filone, ritroviamo i vari ritratti, maschere e nudi che si rifanno ad uno stile equilibrato, rigido e severo nella strutturazione plastica, molto vicino a Wildt e alla tradizione classicista, in netta contrapposizione e rifiuto delle proposte avanguardiste dell’epoca. (Futurismo e Cubismo). Continuando la propria ricerca stilistica nel solco di un manierismo neo-classicistico, in cui troviamo opere che risentono di uno stile maggiormente espressivo e di una plastica più asciutta, idealizzata e sintetica - Galizzi avvia, a partire dagli anni ’20, un’originalissima produzione di frammenti, che personalmente ritengo essere quella più intima, in cui emerge il suo più libero sentire artistico. Anche questi frammenti non sono esenti da una loro evoluzione e sfoceranno, negli ultimi anni di attività dello scultore, nella realizzazione di danzatrici e figure muliebri….. L’osservatore, rimirando i frammenti di Galizzi, viene rapito dalle astrazioni lineari che caricano di mistero l’opera e la gettano in una sorta di dimensione atemporale e metafisica … In sintesi si può affermare che la produzione artistica dello scultore è tutta rivolta alla ricerca di equilibrio e armonia nella rappresentazione dell’essere umano. Ed è rifacendosi all’arte classica e alle tradizioni artistiche che Galizzi indaga la natura umana e infonde poesia e valori metafisici/spirituali all’opera d’arte. Come lo stesso artista recitava l’arte riassume la vita , ne è il suo specchio più terso. Ora l’arte non imbroglia ne’ travisa la vita , come spesso la storia. Essa racconta l’uomo e l’universo attraverso lui“ MAURO PALAMINI da: Tesi di Laurea - Anno Accademico 2008/2009 Università degli studi di Pavia - Facoltà di lettere e filosofia Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali
La Ricerca - 1960 | Gesso h cm 40
La Ricerca - 1960 Gesso, h cm 40
Pittura figurativa contemporanea, Luciano Curtarello è uno dei 12 vincitori del Premio Artista d'Italia 2021, Paesaggio urbano e non,figure femminili nella sezione Momenti e Ballerine sono i tre principali rami creativi, socio dell'Associazione Culturale Artisti di via Bagutta, vendita quadri online, vendita quadri online figurativo, quadri stile figurativo, vendita online di quadri stile figurativo, pittura, dipingere, digitalpaint, digitalpainting, Curtarello, curtarello, bagutta, arte, artista, navigli, naviglio, milano, acrilico, progettoshopbagutta, associazione ala, associazione naviglio pavese, ala, pittore contemporaneo, pittura figurativa, premio artista d'italia 2021, anna soricaro, http://www.pitturiamo.com/it, artista contemporaneo